por adriano el 2020-10-14

Tags: storie

Questa é una storia che ho inventato da un titolo pensato da mia figlia. Spero vi piaccia.

C'era una volta una fata chiamata Arielle, a cui tutto andava un po' storto: Voleva incantare un albero perché desse delle arance mature? E invece lo trasformava in una palma da cocco. Il tetto della sua casetta gocciolava? Due paroline magiche dopo, gocciolava ancora, ma di tutti i colori dell'arcobaleno.

Un giorno nell'isola della fata naufragó un principe, il principe Ramón. Lui andava a sposarsi con la principessa Trebisonda, in un paese lontano lontano, ma una tempesta fece affondare la sua nave, e lui riuscí a malapena a reggersi a un troncone e lasciarsi portare dalle onde fino alla spiaggia. Arielle, che era scesa fino alla riva per raccogliere qualche noce di cocco, lo trovò svenuto sulla sabbia, e lo portò in casa sua per curarlo. Stava per fare un piccolo incantesimo, ma ci ripensò: forse non era una grande idea sbagliare una magia su di una persona.

Cosí il principe guarí lentamente, disteso su un letto di fieno, bevendo tanto latte di cocco fresco e nutriente, e mangiando minestra di pollo selvatico. Appena poté alzarsi cominciò ad aiutare la fata nelle faccende di casa e nella vita nell'isola, e dopo un po' cominciò anche a pensare di continuare il suo viaggio. Arielle, che ormai a vivere da sola in un isola non ci trovava più tanto gusto, gli chiese di accompagnarlo, e lui disse di sí. Tra i due fecero una zattera, piccola ma solida, capace di affrontare il mare e portarli a terraferma. Veramente, il principe chiese alla fata se non poteva creare una barca con i suoi poteri, ma quando vide che la bellissima nave cosí creata era coperta di buchi come un buon groviera, capí che era meglio costruirla a mano.

Dopo un viaggio lungo ma fortunatamente senza incidenti, arrivarono nel regno di Castamilia, dove la regina, il re e la principessa li ricevettero con tantissima gioia, e ricominciarono i preparativi per le nozze, sospesi per la mancanza dello sposo.

Dopo qualche giorno, la fata Arielle cominciò a trovarsi bene nella nuova terra, e le venne voglia di fare una passeggiata. Visitò il bosco vicino, e tra gli alberi, in una parete rocciosa, vide una grossa buca. Si avvicinò, e sentí delle voci che ridevano e scherzavano dentro alla caverna:

«Eglantina, ma come hai fatto a sbagliare di persona nell'incantesimo? Non ci credo, sono mesi che ci penso e continuo a riderci. Era la principessa Trebisonda che dovevi ammaliare!» diceva una.

«Ahahahhaahha!» rideva forte un'altra.

«Mansarda, Allucenia, la potete smettere di burlarvi? É stato solo un piccolo errore! ...Io mi domando chissà chi sarà rimasto maledetto...»

«Si troverà certamente in un bel guaio. Per disincantarsi dovrebbe fare un bagno nel Lago Marconio, in una notte di luna piena... Ma non lo saprà mai.» disse la voce di Allucenia.

«Intanto però noi non possiamo più incantare la principessa. Hai usato l'ultima dose di polvere di zoccolo d'unicorno che avevamo. E sí che incantare la principessa sarebbe stato divertente!» chiuse la strega Mansarda.

Avendo sentito questo, la fata capí quello che gli era successo. Quelle streghe avevano incantato la persona, anzi, la fata sbagliata! Sapendo però come rimediare, tornò a palazzo e raccontò tutto al principe Ramón e alla principessa Trebisonda, e quando arrivò la luna piena fece un bel bagno nel lago Marconio. Che bellezza, che gioia poter fare gli incantesimi giusti! Mai più noci di cocco quando voleva arance!

E cosa successe alle streghe? La principessa, la regina e il re mandarono i loro soldati nel bosco e questi fecero fuggire le streghe, che non tornarono mai più nel bel regno di Castamilia. E cosí il principe Ramón e la principessa Trebisonda poterono sposarsi e vivere felici, accompagnati dalle loro famiglie e dalla loro grande amica, la fata Arielle.

Foto: Alice Alinari en Unsplash.com

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